La psicologia dei colori nel marketing

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I colori utilizzati nel marketing e nel branding sono ingredienti fondamentali. Ma come scegliere i colori in modo strategico? La chiave è comprendere la psicologia dei colori e utilizzare questa teoria a proprio vantaggio.

La psicologia del colore è la teoria secondo cui alcuni colori suscitano una reazione fisica o emotiva e, così facendo, modellano il comportamento umano. Non è così semplice come vedere il rosso e arrabbiarsi o vedere il blu e sentirsi a proprio agio, ma quasi. Studi medici suggeriscono che il colore rosso sia correlato a un aumento della pressione sanguigna, mentre il colore blu possa provocare una sua diminuzione.

A causa di questo impatto sul comportamento, il colore può giocare un ruolo importante nel cambiamento dell’umore. Il colore è fondamentale nel marketing, che ci si presti attenzione o meno. I colori utilizzati nel branding, compreso il logo, evocano una risposta emotiva nel pubblico che lo porta a prendere decisioni basate sulle emozioni e non sulla logica.

Ecco alcune associazioni che riguardano i colori più importanti:

Rosso: eccitazione, passione, rabbia, pericolo, azione, ansia, potere.

Arancione: giocosità, cordialità, creatività, calore, entusiasmo.

Giallo: felicità, ottimismo, avvertimento, gioia, originalità, entusiasmo.

Verde: gioventù, vivacità, vigore, natura, crescita, stabilità.

Blu: calma, stabilità, profondità, tranquillità, fiducia.

Viola: regalità, lusso, romanticismo, introspezione, calma.

Fun Fact: quando la società di SEO Reboot ha condotto uno studio sul riconoscimento dei loghi, il 78% dei partecipanti è stato in grado di ricordare il colore primario del logo, mentre solo il 43% è riuscito a ricordare il nome dell’azienda. Se il pubblico ricorda un marchio in base al suo colore, allora occorre assicurarsi che sia coerente e che sia presente ovunque. Ecco perché è fondamentale mantenere i colori coerenti con il branding, e i marchi di maggior successo lo sanno molto bene… 

La soluzione è avere uno schema di colori con cui lavorare che permetta una certa varietà ma che fissi degli standard. Ecco alcuni tipi comuni di tavolozze di colori:

– Analoga: colori vicini sulla tavolozza dei colori.

Complementari: colori opposti che creano un forte contrasto.

Monocromatica: diverse sfumature o toni dello stesso colore primario.

 

La percezione del colore non è universale. Infatti, i ricercatori del MIT hanno scoperto che le parole che utilizziamo per parlare di colori variano a seconda della lingua. Ne consegue che anche la psicologia del colore non sia universale. Ecco perché è importante tenere presente il contesto culturale per il branding e il marketing. 

Se invece si vuole optare per una scorciatoia, dal medesimo studio, è emerso che il blu sia una scelta sicura: a quanto pare esso risulta come colore preferito dalla maggior parte delle persone in tutto il globo. Questo potrebbe essere uno dei motivi per cui alcuni dei marchi di maggior successo al mondo hanno il blu nei loro loghi. Facebook, Twitter, Vimeo, American Express, IBM, l’elenco è lungo.

 

In realtà non è sempre possibile prevedere come il pubblico possa rispondere a un determinato colore, per non parlare di certe sfumature, toni o tinte della tavolozza di colori. È qui che entrano in gioco i test di prova come utilizzare due sfondi di colore diverso nei vari annunci o nei pulsanti del sito web o sui canali Social Media o anche tramite una strategia offline, al fine di verificare quale sia il preferito dal pubblico. 

 

Tra i siti che consigliamo, c’è sicuramente Sticker Mule, che consente di ordinare in 60 secondi e in pochi giorni trasformare grafiche e illustrazioni in adesivi, calamite e spille personalizzate con il proprio marchio. Tutto questo beneficiando di prove online gratuite e di ricevere il materiale tramite spedizione internazionale gratuita.

Ricapitolando, meglio usare la psicologia dei colori a proprio vantaggio. Come?

  • Imparare gli elementi essenziali della psicologia del colore e le emozioni
  • Ispirarsi ad altri marchi
  • Creare una tavolozza di colori per il proprio marchio
  • Tenere presente il contesto culturale
  • Cercare di aggiungere un po’ di blu
  • Rimanere coerenti con il marchio
  • Eseguire test sui colori con il proprio pubblico

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